Terrible Two… cosa sono e a cosa servono

Cosa si intende con i termini “Terrible Two”? Perché il nostro bambino fa così tanti capricci? Qual è il significato dietro ai “no”? Scopriamolo insieme…

Accade a tutti i bambini… arrivano intorno ai due anni e comincia la cosiddetta “fase di auto-affermazione”, un modo garbato per indicare un periodo di capricci, imposizioni, pianti e grida.

MA COSA SONO DAVVERO I TERRIBLE TWO? E PERCHÉ SONO COSÌ FONDAMENTALI PER LA CRESCITA DEI NOSTRI PICCOLI? PROVIAMO A CAPIRLO INSIEME…

I “terribili due anni” sono una fase di passaggio (che in realtà si colloca tra i 18 ed i 36 mesi) in cui avviene uno scatto evolutivo che rappresenta un momento di crescita fondamentale per i nostri figli.

In questo periodo prepopotenzaonnipotenza e genialità si mischiano… in modo esplosivo!

Per la prima volta infatti i nostri bimbi sperimentano la possibilità di auto-determinare parte del proprio percorso di vita, di affermare con forza quello che vogliono attraverso il “no”, di essere “io” anche senza la presenza di mamma e papà.

Una fase di separazione ed individuazione in cui il bambino compie un passo deciso verso l’autonomia.

Una fase necessaria e fondamentale, quindi. Un momento di passaggio indispensabile per poter continuare il percorso della crescita.

E, COME TUTTI I MOMENTI DI PASSAGGIO, UNA FASE RICCA DI DIFFICOLTÀ E SFIDE PER NOI GENITORI…

Il nostro piccolo angioletto, infatti, sembra improvvisamente essersi trasformato in un terribile tiranno, tutto capricci ed imposizioni.

COME MAI?

Il motivo in realtà è semplice… il nostro bimbo ha infatti scoperto di avere una capacità nuova, quella dell’auto-affermazione, e non perde occasione per esercitarla e mettersi (e metterci!) alla prova.

Ecco che allora le nostre proposte, le nostre abitudini, i nostri impegni vengono fronteggiati con grida e proteste… forse proprio perché sono nostri e non del bambino.

Non solo, anche le autonomie così faticosamente conquistate vengono messe in discussione…

Il vasino, il mangiare, il sonno sono tutti ambiti nei quali il nostro piccolo tiranno potrebbe voler dire la sua.

Le modalità più comunemente utilizzate dai bambini in questa fase evolutiva sono sostanzialmente due, il “no/non voglio” ed il capriccio. Entrambe queste modalità rappresentano una presa di posizione forte e spesso plateale.

Entrambe, se viste nella luce sbagliata, possono apparire espressioni di una sfida all’autorità genitoriale (per approfondire l’argomento “sfida” clicca qui!); una sfida che noi genitori rischiamo di sentire di dover vincere a tutti i costi…

In realtà qualsiasi modalità il nostro bambino utilizzi dobbiamo ricordare che stiamo assistendo ad una prima forte espressione di sé e della propria personalità.

IL “NO” RAPPRESENTA QUINDI UN MODO PER DISTINGUERSI, PER AFFERMARSI E PER RICONOSCERE LA PROPRIA IDENTITÀ.

Una modalità certo scomoda da gestire e che può provocarci non poche difficoltà, ma comunque necessaria per proseguire nel percorso di crescita e nella costruzione di una personalità adulta, autonoma e completa.

RICORDIAMOCI POI CHE, COME TUTTE LE FASI, ANCHE I “TERRIBLE TWO” AD UN CERTO PUNTO FINISCONO!

Entro i 3 anni avverrà una nuova trasformazione, un passaggio che per alcuni è netto, per altri più sfumato. 

QUANDO IL NOSTRO BAMBINO SAPRÀ PARLARE MEGLIO, CAMMINARE CON SICUREZZA, PENSARE AGLI ALTRI COME DISTINTI E DIVERSI DA SÉ E SAPRÀ GIOCARCI INSIEME (NON SOLO VICINO), ALLORA VEDREMO UN BIMBO CHE ANCORA COMBATTE CON LA REALTÀ MA CHE SEMPRE PIÙ SPESSO LA ACCETTA.

Quello sarà il momento in cui inizieranno nuove sfide

In questo post abbiamo esplorato insieme cosa sono i “Terrible Two” e per quale motivo rappresentano una fase così complicata e fondamentale per il nostro bambino e per noi genitori.

IN BOCCA AL LUPO!

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